Calle 13: una canzone contro le armi

 Il gruppo portoricano e Unicef insieme contro la violenza. Presentato il video “La bala”, il cantante: «Parole come proiettili, bisogna investire sull’istruzione».

Il miglior antidoto contro la violenza? La musica. Ne è convinta l’Unicef, che ha sponsorizzato l’ultimo videoclip dei Calle 13, il gruppo portoricano vincitore di 10 premi Latin Grammy e due Usa Grammy. “La bala” (il proiettile), ottavo singolo del disco campione di vendite “Entren los que quieran”, è un manifesto contro le armi, autentica piaga in America Latina e Caraibi. Il video è stato girato in undici Paesi – il proiettile ha “attraversato” Giappone, Stati Uniti, Germania, Argentina, Ecuador, Spagna, Francia, Olanda, Israele, Messico e Porto Rico – in cui si sono alternati altrettanti registi. Il successo è stato immediato, anche grazie al passaparola virtuale sui social network: in pochi giorni ha superato 360 mila visualizzazioni su YouTube. «Il video affronta un problema che ha raggiunto livelli epidemici – dichiara Bernt Aasen, direttore dell’Unicef in America Latina -: i bimbi e gli adolescenti sono i soggetti più vulnerabili alla violenza. Anche quando non li colpisce direttamente lascia cicatrici indelebili».
La canzone dei Calle 13 non si limita alla denuncia, ma indica l’arma più potente da sfoderare contro la violenza: l’istruzione. “Quando si legge poco, si spara molto”, recita uno dei versi più significativi del brano. «L’educazione è un fattore fondamentale e la scarsa priorità che le assegnano i governi latinoamericani è una delle principali ragioni della violenza che viviamo quotidianamente», spiega René, da sempre in prima linea nelle lotte sociali dell’America Latina insieme al fratellastro e membro del gruppo Eduardo Cabra Martinez, alias Visitante. «Chiediamo ai governi una migliore istruzione: gratuita, pubblica e accessibile. E se i bambini non possono andare a scuola, deve essere la scuola ad andare da loro».
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